Come susine acerbe & Canditi amari

Collettivo Antigone

Come susine acerbe

Come mi chiamo dici? Non so, non ricordo più. Che domande mi fai, certo che tra studiare e giocare io preferivo giocare, mi piaceva giocare e ridere era bello. Giocavo a fare la mamma alla mia bambola, giocavo a fare la sposa con le lenzuola del letto. Poi, un giorno, mi hanno vestita a festa. Mi hanno messa accanto ad un signore che non conoscevo. E io non capivo. La mamma ha usato tante volte la parola dovere: devi fare quello che ti dice, devi obbedire. Mi hanno tolto la bambola. E io ho pianto. Mi hanno detto che se facevo la brava, presto avrei avuto una bambola più bella, anzi: tante bambole più belle, che avrebbero pianto veramente e potevo dargli da mangiare, proprio le bambole che avevo sempre desiderato! Quando la festa è finita, quel signore ha detto che ero sua moglie e che ora…

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